{"id":661,"date":"2025-06-01T18:00:00","date_gmt":"2025-06-01T18:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/arsexmachina.it\/?p=661"},"modified":"2025-06-05T06:31:30","modified_gmt":"2025-06-05T06:31:30","slug":"quante-difficile-curare-una-mostra-al-giorno-doggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arsexmachina.it\/?p=661","title":{"rendered":"ARS EX MACHINA"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quant&#8217;\u00e8 difficile curare una mostra al giorno d&#8217;oggi! Seriamente, ideare una banalissima mostra d&#8217;arte oggigiorno \u00e8 diventato un&#8217;impresa pi\u00f9 che mai rischiosa. E non dico di cose logistiche o che so io quali altri dei piccoli fastidi che il curatore di ieri si ritrovava tra i piedi. No. Quelle erano noccioline che s&#8217;ingollano in un amen, in confronto alle nuove sfide che il poveretto deve affrontare, oggi che navigare a vista non \u00e8 pi\u00f9 possibile. Nessuno pu\u00f2 pi\u00f9 farlo, neppure i pi\u00f9 esperti lupi*, quelli avvezzi all&#8217;uso del sestante. L\u00ec fuori ormai la nebbia \u00e8 fitta, ubiqua e perenne, e orientarsi coi soli contorni delle coste o con le stelle non \u00e8 pi\u00f9 una opzione. Oggi occorre affidarsi al GPS e addio al romanticismo. Intendiamoci, \u00e8 difficile curare una mostra che valga la pena. Perch\u00e9, in fondo, di mostre inutili se ne continuano a produrre a iosa pure oggi. Tutta roba frivola che lascia il tempo che trova anche quando (forse soprattutto quando) gonfiate da stampa di settore e non e da istituzioni private e non.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Comunque, tornando alla navigazione che ormai, dicevamo, \u00e8 solo &#8220;satellitare&#8221;&#8230; <br>Il GPS \u00e8 la &#8220;coscienza digitale&#8221; che al giorno d&#8217;oggi \u00e8 indissolubilmente sia collettiva che individuale (dato che le due coincidono pressoch\u00e9 nella stragrande maggioranza dei casi) e la nebbia \u00e8 il multiverso in cui ci siamo ridotti a vivere. La realt\u00e0 \u00e8 virtuale e la verit\u00e0 \u00e8 multipla, adattabile al caso e ciascuno di noi pu\u00f2 scegliere quella che pi\u00f9 fa al suo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato \u00e8 l&#8217;estinzione del pensiero critico in quanto non pi\u00f9 fattore dirimente in una Babele in cui ciascuno parla un idioma diverso sentendosi parte di una collettivit\u00e0 pi\u00f9 giusta che sta costruendo un mondo nuovo e, in prospettiva, perfetto, partendo dal dogma dell&#8217;inclusivit\u00e0. Solo un&#8217;illusione, naturalmente. Un&#8217;illusione di giustezza che nasconde il pericolo dietro un paravento parossistico fatto di immagini patinate che la I.A. ci fornisce del mondo circostante, di saggezza rassicurante condivisa da giovani <em>influencer(s)<\/em>, che solo a pochi appaiono per quello che, in verit\u00e0, potrebbero essere: dei deficienti. E poi l&#8217;ugualmente rassicurante controllo delle fonti da parte dei famigerati <em>fact-checkers<\/em> (un esercito di censori pi\u00f9 agguerriti dell&#8217;inquisizione) e tutto un corollario di distrazioni di massa atti a creare la condizione detta <em>dissonanza cognitiva<\/em> in cui le tante verit\u00e0 coincidono in un unico vocabolo che azzera il pericolo di dissidenza dal cosiddetto pensiero unico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le opinioni dissonanti sono un granello di sabbia nell&#8217;ingranaggio del sistema, si sa. Anzi, si sapeva. Un mondo perfetto \u00e8 un villaggio globale in cui regni l&#8217;armonia delle idee e se proprio ci si vuol scannare, lo si faccia per trivialit\u00e0, per i famosi &#8220;futili motivi&#8221;. E anche la storia deve seguire la stessa rotta e adattarsi alle esigenze del villaggio. Deve esser modificata se necessario, per pubblica utilit\u00e0 (o convenienza). Il revisionismo \u00e8 accettabile solo dietro un controllo ferreo da parte del &#8220;pensiero unico&#8221; e a ci\u00f2 \u00e8 tornato utile l&#8217;aver digitalizzato tutti i libri del mondo. E la storia dell&#8217;arte non fa eccezione. Anche questa \u00e8 soggetta a ripensamenti e riscritture di convenienza. Come tutte le storie, anche quella dell&#8217;arte, antica e moderna, deve servire allo scopo. La creazione e il perfezionamento di una nuova coscienza per questo nuovo ordine &#8220;naturale&#8221; delle cose e del mondo, passa anche per questi dettagli. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;arte dopotutto \u00e8 dotata di un enorme potere persuasivo (o dissuasivo) data la sua superfluit\u00e0. E poi si sa che un&#8217;immagine racconta pi\u00f9 di mille parole. Chiedete a un contadino analfabeta che nel medioevo si ritrovava davanti agli affreschi degli Scrovegni: &#8220;Perch\u00e9 segui Cristo?&#8221; <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;era un tempo in cui l&#8217;arte parlava direttamente alla gente. Inscriveva sogni e incubi nei cuori e nelle menti. A quei tempi non vi era spazio (o almeno, necessit\u00e0) per i curatori. L&#8217;artista faceva da s\u00e9. E nemmeno per i critici. La gente capiva da s\u00e9. A quei tempi il collezionista era mecenate. E la differenza \u00e8 apicale. Gli storici erano biografi.<br>Poi giunsero, per via delle invidie insite nelle debolezze umane, i divulgatori seriali, quelli che scrivendo le loro versioni delle vite degli artisti, inevitabilmente alteravano la realt\u00e0. Perch\u00e9 la falsa attribuzione e l&#8217;errata cronologia (retro\/post-datazione) cambiano il corso della storia. E non solo quella dell&#8217;arte. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, allungando il passo, arriviamo ad oggi. Nell&#8217;ultimo secolo, soprattutto nell&#8217; &#8220;era contemporanea&#8221;, la questione \u00e8 stata trattata estensivamente da addetti pi\u00f9 o meno ben disposti. Ma alla fine, come sempre, ha prevalso la schiera dei maldisposti. Di quelli, cio\u00e8, che fanno (o facevano) gli interessi del sistema, che adattavano i dati a piacimento. Ma <em>transeat<\/em>, dopotutto a chi fosse dotato di coscienza gli strumenti per un&#8217;analisi corretta non mancavano. E comunque in un mondo ancora frazionato e variegato c&#8217;era sempre la possibilit\u00e0 di cercare altrove. Oggi non pi\u00f9 o quasi non pi\u00f9 (voglio tenere acceso un lumicino di speranza). Oggi \u00e8 pi\u00f9 facile sapere che felpa indossava per colazione una celebrit\u00e0 lontana 10.000 km che sapere cosa pensa chi ti sta difronte. Allo stesso modo \u00e8 pi\u00f9 facile vedere una mostra non ancora inaugurata dall&#8217;altra parte del mondo piuttosto che quella di un tuo concittadino. Nel primo caso ne vieni informato in tempo reale da decine di piattaforme che ti martellano per settimane. Nel secondo, la mostra a trecento metri, non ne saprai mai nulla a meno che non ci passi davanti o sei della cerchia di amici e conoscenti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una questione di algoritmi, come lo \u00e8 ormai ogni aspetto delle nostre vite, signore e signori. Bisogna adeguarsi, stare al passo coi tempi che ormai cambiano da un giorno all&#8217;altro. Bisogna essere vigili. Sapere cosa c&#8217;\u00e8 in forno. Quale trovata la I.A. ha in serbo per noi. Anche l&#8217;arte, come tutti gli altri aspetti delle nostre vite, cambia le priorit\u00e0, sposta il <em>focus<\/em>, su nuovi orizzonti, a gran velocit\u00e0. Si &#8220;rinnova&#8221; per (gattopardianamente) non cambiare realmente nulla, se non l&#8217;abito all&#8217;ormai vecchio paradigma dell&#8217;arte come propaganda. Prospettare una libert\u00e0 di espressione che non sar\u00e0 mai pi\u00f9 concessa, se non a chi non \u00e8 destinato a salire sul palcoscenico. Faccia quel che vuole finch\u00e9 rimane nell&#8217;ombra. E poi, per costui s&#8217;\u00e8 fatto tardi, giacch\u00e9 dell&#8217;artista non v&#8217;\u00e8 quasi pi\u00f9 bisogno. Ormai c&#8217;\u00e8 l&#8217; Intelligenza Artificiale che pure in un ambito che pi\u00f9 umano non si potrebbe, \u00e8 pi\u00f9 innovativo di qualsiasi artista. Come se la priorit\u00e0 dell&#8217;arte fosse l&#8217;innovazione. Come se questa non fosse soltanto un prodotto di scarto del vero fine dell&#8217;arte. Che \u00e8 l&#8217;esplorazione dell&#8217;anima e quindi della mente.<br>\u00c8 da un po&#8217; che ormai ci stanno addestrando ad accettare il nuovo paradigma pure nell&#8217;arte. Da anni schiere di giovani vengono educati dalle accademie alla bruttezza, alla cancellazione dell&#8217;uomo e della sua storia. E vengono instradati da riviste e curatori ad impegnarsi nell&#8217;arte delle macchine, nell&#8217;arte virtuale o come minimo ad una integrazione tra Uomo e Macchina. Pure nell&#8217;arte. Che quindi non sar\u00e0 pi\u00f9 quel porto franco, l&#8217;oasi nel deserto delle miserie umane che fu per secoli come ci \u00e8 sempre stato raccontato. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come non bastasse che le nuove tecnologie ci hanno invaso il quotidiano e che nessuno di noi \u00e8 pi\u00f9 realmente libero. Che il cielo azzurro \u00e8 ormai un ricordo di pochi e che al concerto di Arial Pink il mese scorso mi sono ritrovato in mezzo a un gruppo di hipsters (o quello che erano) tutti con una specie di antenna conficcata nel cranio. Neurolink, chiaramente. E la cosa pare aver sconvolto solo me. Evidentemente i losangelini sono pi\u00f9 predisposti o forse semplicemente rassegnati. Anche se, devo ammettere, che a questo punto rassegnato lo sono anch&#8217;io, in gran parte. Anch&#8217;io sono figlio di questi tempi dopotutto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bene, ci\u00f2 detto, nei prossimi mesi continueremo ad esplorare l&#8217;argomento, in queste pagine. Proveremo a fare il punto proprio sul futuro dell&#8217;arte. Fino ad arrivare alla questione che (ormai che la dicotomia fisico\/virtuale come pure quell&#8217;altra uomo\/macchina, sono argomenti vetusti) stuzzica maggiormente la mia curiosit\u00e0: \u201cL\u2019Arte sopravviver\u00e0 all\u2019Uomo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A presto<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">NOTE<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Lupi di mare<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"859\" height=\"583\" src=\"https:\/\/arsexmachina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/vignetta-Settimana-Enigmistica.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1039\" srcset=\"https:\/\/arsexmachina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/vignetta-Settimana-Enigmistica.jpg 859w, https:\/\/arsexmachina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/vignetta-Settimana-Enigmistica-300x204.jpg 300w, https:\/\/arsexmachina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/vignetta-Settimana-Enigmistica-768x521.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 859px) 100vw, 859px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quant&#8217;\u00e8 difficile curare una mostra al giorno d&#8217;oggi! 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