{"id":550,"date":"2025-05-30T18:50:00","date_gmt":"2025-05-30T18:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/arsexmachina.it\/?p=550"},"modified":"2025-06-06T08:48:49","modified_gmt":"2025-06-06T08:48:49","slug":"il-transumanesimo-secondo-il-professor-campa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arsexmachina.it\/?p=550","title":{"rendered":"IL TRANSUMANESIMO SECONDO IL PROF. CAMPA"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\">Intervista del 2014 al sociologo e filosofo Riccardo Campa<br>di&nbsp;Manfredi Beninati<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il prof. Riccardo Campa \u00e8 conosciuto soprattutto per i suoi studi nel campo dell\u2019etica della scienza e del transumanesimo e, precisamente, per la sua difesa dell\u2019idea di evoluzione autodiretta. Svolge ricerche sia nella veste di Professore associato di Sociologia della scienza e della tecnica all\u2019Universit\u00e0 Jagellonica di Cracovia, sia in quella di Presidente dell\u2019Associazione Italiana Transumanisti, della quale \u00e8 fondatore. \u00c8 autore di numerose pubblicazioni tra cui&nbsp;<em>\u2018La rivincita del paganesimo. Una teoria della modernit\u00e0<\/em>\u2018 e \u2018<em>Credere nel futuro: Il lato mistico del transumanesimo<\/em>\u2018.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019intervista \u00e8 condotta in forma di questionario aperto.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-cyan-bluish-gray-color has-alpha-channel-opacity has-cyan-bluish-gray-background-color has-background is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MB \u2013 Transumanesimo (o Transumanismo?) e Postumanesimo sono sinonimi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RC \u2013 \u2018Transumanesimo\u2019 e \u2018transumanismo\u2019 sono due termini che vengono usati indifferentemente per tradurre l\u2019inglese \u2018transhumanism\u2019. Io preferisco utilizzare il termine \u2018transumanesimo\u2019, perch\u00e9 interpreto questa filosofia come uno sviluppo dell\u2019umanesimo rinascimentale. Chi preferisce il termine \u2018transumanismo\u2019, in genere, lo mette in relazione alla Lettera sull\u2019\u00abUmanismo\u00bb di Martin Heidegger. Al contrario, \u2018postumanesimo\u2019 e \u2018transumanesimo\u2019 non sono sinonimi, anche se esistono relazioni tra i due termini. Qui, per\u00f2, la questione \u00e8 complessa, perch\u00e9 il termine \u2018postumanesimo\u2019 ha diversi significati. Da un lato, \u00e8 utilizzato dai filosofi postmoderni per indicare una forma di pensiero che si pone in relazione critica proprio nei confronti dell\u2019umanesimo rinascimentale. In particolare viene criticata l\u2019idea dell\u2019Uomo microcosmo, misura di tutte le cose, capace di conoscere e dominare la natura con la propria intelligenza. D\u2019altro canto, il termine \u2018postumanesimo\u2019 \u00e8 anche utilizzato da ingegneri e scienziati transumanisti per indicare \u2018la filosofia del postumano\u2019, ovvero l\u2019ideale del superamento dell\u2019umano, attraverso la creazione dell\u2019essere postumano (per esempio una macchina intelligente), proprio esercitando quel dominio sulla natura e sulla materia che permette la conoscenza tecnico-scientifica. Come si pu\u00f2 vedere, in apparenza, sono due punti di vista piuttosto distanti, se non diametralmente opposti. Tanto \u00e8 vero che, in diversi congressi e conferenze, sono nati non pochi equivoci. Scavando pi\u00f9 a fondo, comunque, punti di contatto tra le due prospettive sono stati rilevati. Per esempio, entrambi i postumanesimi tendono ad andare oltre lo specismo. Anche chi parte dall\u2019idea rinascimentale dell\u2019Uomo microcosmo e riconosce il valore intrinseco della conoscenza scientifica, alla fine, pensa nietzscheanamente che \u00abl\u2019uomo \u00e8 qualcosa che deve essere superato\u00bb. Per chi volesse saperne di pi\u00f9, la questione \u00e8 stata discussa in dettaglio in un libro curato da Stefan Lorenz Sorgner e Robert Ranisch titolato Post- and Transumanism (Peter Lang, 2014).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MB \u2013 Come spiegherebbe in poche parole il concetto di Transumanesimo all\u2019uomo della strada? Qual \u00e8 il reale significato e quali le reali implicazioni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RC \u2013 \u00c8 importante premettere che il transumanesimo non \u00e8 una dottrina dogmatica. Si pu\u00f2 essere transumanisti in tanti modi diversi, cos\u00ec come si pu\u00f2 essere illuministi o socialisti in modi affatto diversi. Una sintesi definitoria \u00e8 comunque possibile. Se il postumanesimo \u00e8 la \u2018filosofia del postumano\u2019, ovvero dell\u2019essere che \u00e8 gi\u00e0 oltre l\u2019umano, che non ha pi\u00f9 nulla di umano, il transumanesimo \u00e8 la \u2018filosofia del transumano\u2019, ovvero dell\u2019uomo in transizione, del uomo che sta cambiando se stesso, dell\u2019uomo che si proietta verso il postumano, ma che \u00e8 ancora in parte umano. Transumanesimo \u00e8 innanzitutto volont\u00e0 di superare le proprie limitazioni biologiche, indifferentemente dal fatto che siano dovute al corredo genetico o intervenute successivamente a causa di malattie o incidenti. Per dirla in parole comprensibili all\u2019uomo della strada, transumano \u00e8 il normodotato che modifica coscientemente il proprio corpo e la propria mente al fine di potenziarsi, di rallentare l\u2019invecchiamento, di vivere pi\u00f9 a lungo. Transumano \u00e8 per\u00f2 anche il disabile che, invece di compatirsi e farsi compatire, lotta contro la propria disabilit\u00e0, la valorizza, e \u2013 avvalendosi dei mezzi tecnici disponibili \u2013 conquista vecchie e nuove abilit\u00e0. A questo scopo, tanto il normodotato quanto il disabile possono utilizzare strumenti invasivi o non invasivi: vaccini per potenziare il sistema immunitario, farmaci, integratori alimentari, occhiali per potenziare la vista, operazioni chirurgiche di vario tipo, apparecchi ortodontici, bypass, organi artificiali, protesi elettromeccaniche, ecc. Come si pu\u00f2 capire dagli esempi che ho fatto, nei paesi cosiddetti \u201ctecnologicamente avanzati\u201d, in circolazione ci sono ormai pi\u00f9 transumani che umani. Transumanista \u00e8 chi ha preso coscienza di questo fatto, lo ha accettato e ne ha compreso i risvolti positivi anche in prospettiva futura. La biomedicina continua, infatti, a progredire e gli esseri umani intervengono sempre pi\u00f9 sistematicamente sui propri corpi e le proprie menti. Ora la domanda \u00e8: quante parti artificiali deve avere un essere vivente per poter essere chiamato \u2018transumano\u2019 e quante per poter essere definito \u2018postumano\u2019? Dov\u2019\u00e8 la soglia, il limite, tra l\u2019umano e il non umano? Una volta che si supera il pregiudizio essenzialista, basato sul concetto di immutabilit\u00e0 della \u2018natura umana\u2019, \u00e8 chiaro che la risposta non pu\u00f2 che avere carattere convenzionale. Il concetto stesso di \u201cumano\u201d \u00e8 destinato, prima o poi, ad essere destrutturato. E proprio in questa consapevolezza il transumanesimo di matrice scientista incontra il postumanesimo di matrice postmoderna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MB \u2013 Qual \u00e8 l\u2019aspetto del Transumanesimo che La attrae maggiormente?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RC \u2013 Il transumanesimo \u00e8 aria fresca immessa in un dibattito filosofico che tendeva negli ultimi decenni a essere un po\u2019 stantio. Mette in discussione categorie ormai logore e, perci\u00f2, invita a riflettere di nuovo su quelle che, in fondo, sono da sempre le nostre domande filosofiche fondamentali: Che cos\u2019\u00e8 la vita? Che cos\u2019\u00e8 la morte? Chi sono io? Che cos\u2019\u00e8 l\u2019io? Che cos\u2019\u00e8 la coscienza? Ovvero, chi sono io in quanto essere che vive e che pensa? L\u2019infinito mi appartiene o mi \u00e8 precluso? Ecc. L\u2019uomo del passato si \u00e8 posto queste domande e si \u00e8 dato risposte di tipo filosofico o religioso. Si dice che l\u2019uomo moderno, secolarizzato, tutto concentrato sul mondo, sul proprio successo nel mondo, ha rimosso queste domande. L\u2019Europeo contemporaneo crede ormai poco o punto alle risposte tradizionali delle religioni (si vedano a proposito i dati dell\u2019Eurobarometro e dei sondaggi Gallup), ma non ha trovato nuove risposte. Piuttosto, rimuove le domande e cerca soluzioni tecniche ai problemi pressanti di tutti i giorni. Tuttavia, il transumanesimo, alzando il tiro e chiedendosi se c\u2019\u00e8 una soluzione tecnica ai problemi dell\u2019invecchiamento, della morte, della stupidit\u00e0 e della debolezza umana, alla fine, fa rientrare dalla finestra quello che era uscito dalla porta. Questo mi piace del transumanesimo. A prescindere dal fatto che le soluzioni verranno davvero trovate o meno, il solo fatto di cercarle ti costringe a riflettere sulle grandi questioni della filosofia. Tra l\u2019altro, la rimozione delle domande esistenziali non \u00e8 prerogativa soltanto dell\u2019edonismo contemporaneo o del rozzo scientismo di marca ottocentesca. Anche l\u2019adesione formale, esteriore, non meditata, a una religione \u2013 che \u00e8 l\u2019atteggiamento tipico di molti \u2018credenti\u2019 \u2013 \u00e8 in fondo un modo per nascondere sotto il tappeto queste inquietanti domande. Del resto, non pochi occidentali sono riusciti, e ancora riescono, a conciliare positivismo e religione. Basta non essere radicali, ovvero non andare mai alla radice delle questioni. I filosofi greci entrarono in conflitto con le religioni del loro tempo, proprio perch\u00e9 vollero discutere davvero le questioni metafisiche. Posero sul piedistallo l\u2019episteme, la conoscenza certa, sorretta da argomenti empirici e razionali, al fine di liberarsi tanto dell\u2019opinione incerta, la doxa, quanto dei dogmi indimostrati ereditati dalla tradizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MB- Da sostenitore, quale Lei \u2013 mi pare di capire \u2013 \u00e8, dell\u2019evoluzione autodiretta, non intravede una possibile futura inconciliabilit\u00e0 tra questa e le ambizioni transumaniste? Presto infatti non sar\u00e0 pi\u00f9 l\u2019Uomo a decidere delle proprie sorti, ma la Macchina.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RC \u2013 Che le macchine possano in futuro acquisire coscienza, al momento, \u00e8 soltanto un\u2019ipotesi di lavoro. Poich\u00e9 vi d\u00e0 credito la maggioranza dei tecnici al lavoro nella Silicon Valley, \u00e8 comunque giusto e opportuno ragionare su questa ipotesi. Anzi su due ipotesi. La prima \u00e8 che questo avvenga attraverso un progetto studiato e ponderato, ovvero grazie al fatto che abbiamo finalmente capito che cos\u2019\u00e8 la coscienza e come si produce o riproduce. Se abbiamo questa conoscenza possiamo sconfiggere la morte, \u2018caricando\u2019 le nostre stesse coscienze in macchine prima che il nostro corpo, il supporto organico originario, muoia. In questo caso, non ci sarebbe affatto una contrapposizione Uomo-Macchina, perch\u00e9 ci fonderemmo in un essere unico. La seconda ipotesi \u00e8 che un giorno un computer superintelligente acquisisca coscienza senza che noi capiamo esattamente come ci\u00f2 \u00e8 accaduto. Continuiamo ogni giorno ad aumentare memoria e potenza di calcolo dei nostri computer al silicio e, improvvisamente, come un coniglio dal cilindro del prestigiatore, emerge in essi il pensiero cosciente, l\u2019iniziativa, la volont\u00e0. Questo \u00e8 il worst case scenario \u2013 il caso peggiore \u2013 perch\u00e9 ci proietta in una situazione in cui non sappiamo esattamente che cosa dobbiamo aspettarci dal computer o dal robot, n\u00e9 come utilizzare una tecnica che davvero non possediamo. Questa superintelligenza potrebbe esserci ostile o alleata. O, magari, potrebbe essere del tutto disinteressata all\u2019uomo. In questo caso, l\u2019uomo continuerebbe a evolvere per la sua strada, attraverso la biomedicina, mentre le macchine evolverebbero in modo autonomo. In fondo, non \u00e8 scritto nelle stelle che ci debba essere in circolazione un unico essere intelligente. La coscienza e l\u2019intelligenza appartengono, gi\u00e0 ora, anche ad altri esseri viventi che sono tutti in evoluzione. Abbiamo distinto rigidamente il regno inorganico da quello organico, il regno vegetale da quello animale, l\u2019uomo dagli altri esseri, ma fino a che punto a queste distinzioni concettuali corrispondono differenze ontologiche? Certamente, l\u2019idea di evoluzione autodiretta \u00e8 venuta, finora, per quanto ne sappiamo, solo agli esseri umani. E nemmeno a tutti. Ma, in ultima istanza, ad evolvere non \u00e8 n\u00e9 l\u2019Uomo n\u00e9 la Macchina. \u00c8 la Coscienza. E dobbiamo iniziare a pensare alla coscienza non come qualcosa che c\u2019\u00e8 o non c\u2019\u00e8, ma come qualcosa che c\u2019\u00e8 in gradi diversi. Persino tra un uomo e un suo simile pu\u00f2 esserci una differenza notevole nel livello della coscienza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MB \u2013 Secondo Ray Kurzweil \u2013 l\u2019uomo a capo di Google engineering \u2013 entro i prossimi 13\/15 anni giungeremo ad un punto di non-ritorno chiamato Singularity; quel momento, cio\u00e8, in cui la convergenza Uomo-macchina sar\u00e0 totale al punto che potremo lasciare che un computer si \u2018occupi di noi\u2019. Secondo Kurzweil, l\u2019Intelligenza Artificiale (A.I.), per allora sar\u00e0 pi\u00f9 sviluppata di quella umana. Ci\u00f2, a mio parere, crea non pochi motivi di preoccupazione. Infatti, fondamentalmente, l\u2019uomo sar\u00e0 alla merc\u00e9 delle macchine. Qual \u00e8 il suo punto di vista a tal riguardo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RC \u2013 Intanto, ribadisco che stiamo ragionando su ipotesi futuribili e per certi versi fantascientifiche. Ho la massima stima di Ray Kurzweil e non \u00e8 certo un caso se un colosso come Google lo ha scelto nel 2012 come direttore della ricerca. Personalmente, per\u00f2, credo che le sue stime temporali siano troppo ottimistiche. Entrando nel merito della questione, riprendo il discorso sviluppato sopra. Tutto dipende da come ci si arriva alla Singolarit\u00e0. Se ci si arriva in modo volontario e attraverso una piena conoscenza del processo, la Singolarit\u00e0 apre la strada al superamento definitivo della distinzione tra Uomo e Macchina. La preoccupazione di cui Lei parla nasce dal fatto che si continua a ragionare in uno scenario tipo Terminator o Matrix, in cui uomo e macchina sono entit\u00e0 separate e in conflitto, che non \u00e8 quello proprio della Singolarit\u00e0. Quest\u2019ultimo \u00e8 meglio tratteggiato in Transcendence, un film di fantascienza che \u2013 con tutti i suoi limiti \u2013 fornisce un\u2019idea piuttosto chiara dello scenario kurzweiliano. Non pochi critici e spettatori hanno, infatti, immediatamente identificato lo scienziato Will Caster, interpretato da Johnny Depp, proprio con Raymond Kurzweil. In questo scenario, gli uomini (non uno, molti) e le macchine superintelligenti si fondono in un essere unico. Questo essere, che assomma tutte le nostre coscienze e quelle delle macchine collegate, attraverso la rete Internet, assume il controllo di tutta la natura. Non c\u2019\u00e8 un dentro e un fuori, un io e un altro da me. Nel film, il progetto non si realizza, a causa dell\u2019opposizione dei luddisti, in combutta con la polizia. Se si fosse realizzato, l\u2019intero pianeta Terra, con tutti gli esseri che lo popolano, sarebbe diventato un unico superessere cosciente e avrebbe risolto tutti i propri problemi, a partire dalle malattie per arrivare all\u2019inquinamento. In poche parole, in seguito alla Singolarit\u00e0, tutti noi e le nostre macchine, fusi insieme, diventiamo \u201cDio\u201d, ma in un\u2019accezione che \u00e8 piuttosto lontana da quella cattolica tradizionale di dio-persona, creatore e giudice etico. Qui si fa riferimento a una nozione di divinit\u00e0 che forse \u00e8 pi\u00f9 vicina a quella del panteismo pagano o del misticismo orientale. Al limite, l\u2019essere postumano onnicomprensivo pu\u00f2 ricordare la divinit\u00e0 di certi mistici cristiani in odore di eresia. Questa \u00e8, comunque, l\u2019idea di Singolarit\u00e0 che emerge in Transcendence. Lei dir\u00e0: e gli umani che non vogliono fare parte di questa entit\u00e0? Non credo che qualcuno li obbligher\u00e0. Se qualcuno di noi vorr\u00e0 continuare a essere un fragile bipede, condannato all\u2019invecchiamento e alla morte, nonch\u00e9 ad una comprensione limitata della realt\u00e0, pensa che a un essere quasi divino possa interessare qualcosa? Mi perdoni un parallelo provocatorio, ma questo essere postumano sta all\u2019uomo, come l\u2019uomo sta alla mosca. L\u2019uomo scaccia o schiaccia le mosche se queste vengono a infastidirlo, ma non \u00e8 che si sveglia al mattino pensando che deve andare a caccia di mosche. L\u2019uomo si sveglia al mattino pensando che deve costruire un ponte, guidare un tram, comporre una sinfonia, scrivere un libro, concludere un affare, incontrare una persona che ama, ecc. Ho detto \u2018provocatorio\u2019, perch\u00e9 so qual \u00e8 la reazione tipica del bioconservatore a questo esempio. Direbbe: \u201cMa io voglio rimanere uomo e continuare a essere libero di fare ci\u00f2 che mi pare, ossia non essere costretto a temere un essere superiore\u201d. Bene, qui arriviamo alla questione centrale. La libert\u00e0 \u00e8 direttamente proporzionale al potere che si ha. \u201cVoglio essere libero\u201d \u00e8 una locuzione quasi equivalente a \u201cvoglio essere potente\u201d. Ma se tu vuoi essere potente, perch\u00e9 mai strilli contro chi \u2013 esattamente come te \u2013 vuole essere potente, ovvero libero? Alla fine, non vuole il cambiamento chi \u00e8 gi\u00e0, o crede di essere, in una condizione di potenza nei confronti dell\u2019altro da se. Ma chi \u00e8 nella situazione opposta ha tutto il diritto di ribaltare il rapporto di potere, se ci riesce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MB \u2013 Forse, per\u00f2, dopotutto, non dovremmo preoccuparci di qualcosa che se mai dovesse avvenire, automaticamente ci metterebbe in una condizione di coscienza relativa. Se un tossicodipendente potesse passare la vita intera sotto effetto della droga non credo che avrebbe alcun rimpianto della vita \u2018reale\u2019. Inoltre, se si pensa al fatto che il computer \u00e8 stato creato \u201cad immagine e somiglianza\u201d dell\u2019Uomo, cos\u00ec come gli stessi robot, ci\u00f2 ha un nonsoch\u00e9 di rassicurante, almeno per un momento. Cio\u00e8 dato che si tratta comunque di nostri prodotti, come lo \u00e8 tutto ci\u00f2 che chiamiamo artificiale e come lo sono la maggior parte del cibo di cui da millenni ci nutriamo, le Arti, le Scienze o le dimore in cui abitiamo \u2013 tutte cose che non hanno mai destato in noi alcuna diffidenza\u2013 allora si potrebbe accettare anche un futuro cos\u00ec tanto inesplorabile con i mezzi d\u2019oggi, semplicemente etichettandolo come Progresso. Cio\u00e8 naturale evoluzione delle cose. Si potrebbe, come d\u2019altra parte fanno gi\u00e0 in tanti, accettare l\u2019idea di quel futuro sconosciuto in cui potremo fare a meno di muovere un muscolo, o di pensare, per soddisfare le nostre esigenze e i nostri capricci. E forse, addirittura, potremmo farlo con entusiasmo. Oppure, al contrario potrebbe avvenire che l\u2019immagine dominante in noi sia quella d\u2019uno scenario da inferno dantesco in cui l\u2019essere umano, ancora dotato di almeno un residuo di coscienza sia costretto a vivere in un mondo artificiale e in condizione subalterna rispetto alle macchine. Immagino, in questo secondo caso, uno stato simile a quello della Locked-in Syndrome. Anche questo \u00e8 uno scenario possibile e, dopotutto, \u00e8 quello che maggiormente spaventa la gente comune. Quale \u00e8 il suo punto di vista al riguardo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RC \u2013 Non credo proprio che fondendoci con macchine superintelligenti entreremmo in una situazione di \u201ccoscienza relativa\u201d, come se fossimo \u201cdrogati\u201d. \u00c8 esattamente il contrario. Entreremmo in una situazione di coscienza aumentata e, forse, tendenzialmente infinita. Aumentata a tal punto che non sarebbe pi\u00f9 umana, ma superumana, o addirittura divina. L\u2019uomo di oggi \u00e8 tutt\u2019altro che un essere che ha coscienza del proprio essere, per non dire dell\u2019Essere e del Non Essere. L\u2019uomo contemporaneo, al massimo, ha una vaga coscienza del suo essere in facebook. Vaga, molto vaga, perch\u00e9 non sa nemmeno come funziona lo smartphone che maneggia o un semplice circuito integrato. Usa la tecnologia e si fa usare da essa. Perci\u00f2, a me non rassicura affatto una situazione in cui generiamo la Singolarit\u00e0, creiamo una macchina superintelligente, ma questa continua a pensare come \u201cun uomo\u201d. A che serve creare una copia esatta dell\u2019uomo? L\u2019uomo, oltre ad essere un\u2019animale con una coscienza molto limitata, \u00e8 un predatore spietato con un sacco di problemi fisici e psichici. Chi pensa all\u2019uomo come a una sorta di angelo, di bene incarnato, di culmine della creazione, ecc., dimentica che parliamo di un essere che massacra ogni giorno miliardi di animali e migliaia di propri simili. L\u2019uomo commette mediamente circa mezzo milione di omicidi all\u2019anno. Spesso per futili motivi. L\u2019idea della Singolarit\u00e0, della transizione al postumano, \u00e8 quella di superare l\u2019uomo nella direzione del divino. Dio \u2013 qui inteso come concetto astratto, filosofico \u2013 \u00e8 superiore all\u2019uomo perch\u00e9 onnipotente, onnisciente ed eterno. Immaginiamo, ora, che esista un tale essere. Le pare che un essere onnipotente, onnisciente ed eterno possa ragionare come un essere umano, che al contrario \u00e8 debole, ignorante e mortale? Un tale essere vedrebbe tutta la realt\u00e0 in maniera diversa. Tra umano e divino c\u2019\u00e8 un abisso. Non vede questo abisso chi interpreta il divino secondo le categorie del cattolicesimo popolare, perch\u00e9 gli d\u00e8i e i santi di questa religione \u2013 Yahweh e Ges\u00f9 Cristo in primis \u2013 sono \u201cpersone\u201d e si comportano come tali. Per comprendere la condizione postumana, si pensi piuttosto alla divinit\u00e0 com\u2019\u00e8 stata concepita dai filosofi greci, o al limite com\u2019\u00e8 stata concepita dai mistici cristiani che si muovevano nel solco di Plotino. La Singolarit\u00e0 di Kurzweil \u00e8 la porta che conduce alla partecipazione al divino. Che si pu\u00f2 dire di questa partecipazione? Nulla. Perch\u00e9 le nostre attuali capacit\u00e0 mentali non ci permettono di comprenderla. L\u2019abisso che divide l\u2019uomo dal divino si supera soltanto attraverso la fusione. Come diceva Dionigi L\u2019Aeropagita, del divino si pu\u00f2 predicare solo l\u2019inconoscibilit\u00e0. Come ribadiva Nicola Cusano, il divino non pu\u00f2 essere racchiuso in alcuna definizione proprio perch\u00e9 trascende ogni cosa. Non si pu\u00f2 nemmeno dire che Dio \u00e8 il Bene, perch\u00e9 equivarrebbe porre dei limiti a ci\u00f2 che non ha limiti. Il postumano onnicomprensivo di cui parlano Ray Kurzweil, Hans Moravec, Frank Tipler, e altri visionari estremi dell\u2019intelligenza artificiale, assomiglia a questa divinit\u00e0 e perci\u00f2 pu\u00f2 essere definito soltanto attraverso paradossi. Sempre seguendo la teologia negativa, possiamo dire che \u00e8 coincidenza degli opposti, umano e non umano, tutto e nulla, bene e male, luce e tenebre, punto e circonferenza, minimo e massimo, parola e silenzio, o ancora i due opposti fusi insieme: \u201ctenebra luminosissima\u201d. In definitiva, in questa prospettiva, non c\u2019\u00e8 un Dio che in origine crea l\u2019uomo a propria immagine e somiglianza. Al contrario, c\u2019\u00e8 l\u2019uomo, frutto dell\u2019evoluzione, che \u2013 raggiunto l\u2019opportuno livello tecnologico \u2013 crea Dio. Fino alla Singolarit\u00e0, Dio non esiste, o meglio esiste solo in potenza, come idea. L\u2019uomo \u00e8 dunque lo strumento dell\u2019Incarnazione. \u00c8 un moderno teurgo chiamato a dare corpo all\u2019idea del divino, iscritta da sempre nella sua mente. E scompare dopo aver portato a termine il proprio compito. Proprio come il bruco scompare dopo aver dato vita alla farfalla. La farfalla non \u00e8 la negazione del bruco, il nemico del bruco, ne \u00e8 piuttosto il compimento. Il bruco continua ad esistere nella farfalla, in una forma pi\u00f9 elevata. Allo stesso modo la blastocisti continua ad esistere nell\u2019uomo adulto, pur essendo \u201cnegata\u201d da esso. Ecco, bisogna pensare la genesi del postumano in termini di metamorfosi, non di creatio ex nihilo. Ripeto per\u00f2 ancora una volta, a scanso di equivoci e a rischio di apparire noioso, che qui stiamo ragionando soltanto su un\u2019ipotesi. Il futuro non pu\u00f2 essere previsto con certezza. Ci occupiamo di analisi di scenario, di futurologia, perch\u00e9 \u00e8 comunque meglio ragionare su scenari ipotetici, piuttosto che avanzare nell\u2019inconsapevolezza pi\u00f9 assoluta. Quello tratteggiato in Transcendence \u00e8 soltanto uno dei possibili scenari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MB \u2013 Sempre Kurzweil \u2013 che \u00e8 da molti considerato come una sorta di oracolo, avendo in passato predetto tantissime cose al tempo inimmaginabili che si sono, per\u00f2, puntualmente avverate \u2013 insiste su un altro punto cruciale: quello dell\u2019immortalit\u00e0. Infatti, secondo lui per guadagnarsi l\u2019immortalit\u00e0 sar\u00e0 sufficiente mantenersi in vita, anche in pessime condizioni di salute, fino al momento in cui certe tecnologie (nanotecnologie?) diventeranno disponibili per tutti. Da quel momento la morte, la decomposizione e persino l\u2019invecchiamento saranno un ricordo lontano. Da questa asserzione si sollevano tre grandi \u2013 per me \u2013 quesiti che Le giro:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>A. Crede che ci\u00f2 avverr\u00e0?<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>B. Dal punto di vista della filosofia morale come s\u2019inquadra un cambiamento cos\u00ec radicale di percezione del mondo da parte dell\u2019Uomo divenuto immortale?<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>C. Come si concilia il concetto di immortalit\u00e0 con l\u2019inevitabile problema della sovrappopolazione?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RC \u2013 Colgo l\u2019occasione offerta dalla Sua prima domanda per ribadire un concetto. Non credo proprio che la Singolarit\u00e0 o l\u2019immortalit\u00e0 siano dietro l\u2019angolo. Anzi, personalmente, non credo. Nel senso che sono agnostico e credo in ci\u00f2 che vedo e talvolta nemmeno in quello. Quando saremo dentro la Singolarit\u00e0, se mai ci saremo, lo sapr\u00f2. Altrimenti, se iniziamo a credere, rischiamo di trasformare il transumanesimo in una religione. Per quanto riguarda la seconda domanda, in ambito bioetico, ci sono al momento due paradigmi dominanti: pro-life (cattolico) e pro-choice (laico). Si fa un gran parlare di problemi etici o morali intono al transumanesimo, ma io non vedo problemi di principio insormontabili. Se uno sposa la posizione pro-life come pu\u00f2 mettersi coerentemente contro l\u2019allungamento della vita? Se uno sposa la posizione pro-choice come pu\u00f2 mettersi coerentemente contro la scelta di allungare la propria vita? Certamente, possono nascere problemi contingenti che richiedono attenzione e cautela, ma non vedo problemi di principio. Per quanto riguarda la terza questione, la sovrappopolazione \u00e8 un concetto relativo. Dipende da qual \u00e8 il livello ideale di popolazione che si postula. \u00c8 senz\u2019altro vero che la crescita della popolazione \u00e8 un fenomeno dovuto in parte alla tecnica e all\u2019abbondanza che ne deriva. Io, per\u00f2, vedo innanzitutto un problema di incoerenza in molti soggetti che sollevano la questione dell\u2019impatto antropico. Se qualcuno ritiene che la crescita demografica come conseguenza dell\u2019allungamento della vita sia un problema, allora dovrebbe coerentemente chiedere di abolire gi\u00e0 ora gli ospedali, le farmacie, le facolt\u00e0 di medicina, le pensioni, e tutto ci\u00f2 che allunga la vita. Gli animali allo stato libero non invecchiano, perch\u00e9 muoiono prima. Eppure c\u2019\u00e8 in giro chi si preoccupa dell\u2019impatto antropico, ma al contempo difende il proprio welfare state, il proprio stipendio, la propria pensione. A morire devono essere sempre gli altri. Inoltre, se diamo un\u2019occhiata alle statistiche, ci accorgiamo che non c\u2019\u00e8 una proporzionalit\u00e0 diretta tra crescita della popolazione e sviluppo tecnologico. All\u2019inizio c\u2019\u00e8 una correlazione forte, soprattutto in relazione alla meccanizzazione dell\u2019agricoltura, poi per\u00f2 le curve divergono. In altre parole, la bomba demografica riguarda i paesi meno sviluppati sul piano tecnologico. I paesi avanzati hanno una popolazione in netta diminuzione. Se questo non \u00e8 cos\u00ec visibile \u00e8 perch\u00e9 la popolazione mancante viene inesorabilmente rimpiazzata dall\u2019immigrazione proveniente dalle zone pi\u00f9 povere del pianeta. L\u2019Italia, in questo senso, \u00e8 un caso emblematico. Ci\u00f2 significa che, nei paesi tecnologicamente avanzati, l\u2019ultima preoccupazione dei cittadini \u00e8 quella di fare \u201ctanti figli\u201d. Pensano ad altro. Pensano a divertirsi e a realizzarsi professionalmente. Forse, se tutti i paesi fossero tecnologicamente avanzati, la popolazione mondiale diminuirebbe sensibilmente. Quand\u2019anche i cittadini di questi paesi vivessero trecento o quattrocento anni, invece degli attuali ottanta, e potessero agevolmente riprodursi in et\u00e0 avanzata grazie a fecondazione in vitro o clonazione, credo che riusciremmo a malapena a mantenere il livello demografico attuale. Insomma, l\u2019idea che una situazione di longevit\u00e0 radicale o quasi-immortalit\u00e0 comporti una crescita insostenibile della popolazione parte dal presupposto \u2013 del tutto infondato \u2013 che la motivazione prima dei transumani o dei postumani sia quella di riprodursi come conigli. Se le coppie faranno lo stesso numero di figli che fanno ora, a prescindere dall\u2019aspettativa di vita, l\u2019equilibrio demografico rimarr\u00e0 inalterato. E non credo che ci sia bisogno di imporre obblighi in questo senso. Come sopra accennato, \u00e8 difficile pensare che i transumani e i postumani del futuro condivideranno gli stessi valori e le stesse priorit\u00e0 dei cittadini dei paesi in via di sviluppo, spesso poveri e analfabeti. Avranno altro da fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MB \u2013 A cosa ci porter\u00e0 l\u2019integrazione Uomo-macchina? Saranno pi\u00f9 i benefici o i danni per la specie umana e la natura in generale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RC \u2013 A questa domanda mi pare di avere risposto ampiamente sopra. Possiamo per\u00f2 proporre un\u2019integrazione, basata su uno scenario differente. Supponiamo che la Singolarit\u00e0 sia solo fantascienza. Supponiamo, cio\u00e8, che si verifichi nei prossimi anni uno sviluppo prodigioso della biomedicina e della robotica, della nanotecnologia e dell\u2019intelligenza artificiale, senza per\u00f2 che le macchine acquistino coscienza e gli esseri umani si fondano con esse generando un unico superessere. Rimaniamo insomma con i piedi ben ancorati a terra. Credo che, in questo scenario, dovremmo chiederci non tanto che cosa succeder\u00e0 alla \u201crazza umana\u201d nel suo complesso, ma che cosa succeder\u00e0 ai \u201cgruppi umani\u201d che via via accetteranno o rifiuteranno queste tecnologie. Non tutti i popoli e le nazioni avranno lo stesso futuro, proprio perch\u00e9 alcune di esse creeranno il futuro, altre seguiranno in affanno, altre ancora rimarranno marginalizzate, e altre infine lo subiranno loro malgrado. \u00c8 quello che accade da migliaia di anni. E accadr\u00e0 ancora. Se i cittadini del paese A decideranno di \u201crestare umani\u201d e i cittadini del paese B, confinante, decideranno di diventare \u201csuperumani\u201d, potenziandosi con le proprie tecnologie, lasci\u00f2 prevedere a Lei chi avr\u00e0 maggiori benefici o danni. Io non sono un profeta. So per\u00f2 che chi ha pi\u00f9 tecnologie, ergo potere, pu\u00f2 ingerire negli affari interni di un altro paese, mentre il contrario non \u00e8 possibile. A meno che chi ha pi\u00f9 potere non sia entrato in una fase masochistica. Anche questo accade, talvolta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MB \u2013 Qual \u00e8 il suo rapporto con la Natura?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RC \u2013 Sarebbe pi\u00f9 facile per me rispondere a questa domanda se sapessi che cosa Lei intende per \u201cNatura\u201d. Converr\u00e0 con me che si tratta di un termine polisemico, che pu\u00f2 voler dire tutto e niente. Se l\u2019Uomo fa parte della Natura, ne fa parte anche tutta la sua Tecnologia. Cos\u00ec come i passeri costruiscono nidi e i castori dighe, l\u2019uomo costruisce centrali nucleari. Se, invece, per Natura, Lei intende tutto ci\u00f2 che esiste a prescindere dall\u2019Uomo, allora il mio rapporto con essa dipende dalle contingenze. Quando una zanzara mi ronza attorno all\u2019orecchio, mi succhia il sangue, mi lascia un livido sulla pelle che causa un fastidioso prurito per giorni, ho con essa un rapporto negativo. Quando, in un giorno torrido, esco da una rumorosa e inquinata citt\u00e0 per andare a fare una passeggiata in un fresco bosco, accarezzato da una brezza leggera, circondato da profumi inconsueti, ho invece con essa un rapporto positivo. D\u2019altronde, sono anche cosciente del fatto che posso godere di questo bosco grazie ad un prezioso oggetto tecnologico: le mie scarpe. Se dovessi camminare a piedi scalzi su un terreno accidentato, irto di spine e insidiato da insetti, probabilmente rimpiangerei la citt\u00e0. La Natura e la Tecnologia sono belle o brutte, buone o cattive, a seconda delle situazioni. Chi voleva mettere in netta contrapposizione Natura e Tecnologia era Theodor Kaczynski, l\u2019Unabomber, non a caso un terrorista. \u00c8 tipico delle personalit\u00e0 violente e pericolose ridurre la comprensione della realt\u00e0 a dicotomie, associando il Bene a un termine e il Male al suo (presunto) opposto. Il mondo appare in una luce diversa quando si iniziano a destrutturare questi concetti, quando si smette di ragionare in bianco o nero e si inizia a vedere il reale a colori, o meglio ancora per gradazioni di colore. E senza dimenticare che alcuni colori, come l\u2019infrarosso e l\u2019ultravioletto, non sono visibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Copyright \u00a9 2014 Associazione Flavio Beninati<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista del 2014 al sociologo e filosofo Riccardo Campadi&nbsp;Manfredi Beninati Il prof. Riccardo Campa \u00e8 conosciuto soprattutto per i suoi studi nel campo dell\u2019etica della scienza e del transumanesimo e, precisamente, per la sua difesa dell\u2019idea di evoluzione autodiretta. 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