{"id":1647,"date":"2025-06-07T17:50:00","date_gmt":"2025-06-07T17:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/arsexmachina.it\/?p=1647"},"modified":"2025-06-18T10:22:34","modified_gmt":"2025-06-18T10:22:34","slug":"il-gas-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arsexmachina.it\/?p=1647","title":{"rendered":"IL GAS DELLA VITA"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due sono gli insegnamenti che ancor oggi porto con me dai miei anni di tedio sui banchi scolastici. Entrambi per benevolenza di uomini liberi. Due professorini delle medie che avevano capito qualcosina pi\u00f9 degli altri. Per il resto la scuola m&#8217;\u00e8 servita a niente se non, forse, ad abituarmi alla tirannia del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il prof di scienze lo ripeteva spesso: &#8220;Il CO2 \u00e8 il gas della vita, ragazzi miei, ricordatelo e non lasciatevi infinocchiare&#8221;. Ricordo ancor oggi con lo stesso vago senso di angoscia dei miei occhi di undicenne, che proprio in quegli anni iniziavano a martellare con allarmi climatici e conseguenti. Tutta roba che risultandoci incomprensibile accettavamo come gli antichi accettavano la sottomissione a quegli d\u00e8i di cui non m&#8217;\u00e8 mai fragato niente. Ci angosciavano l&#8217;esistenza con la cantilena della scarsit\u00e0 delle risorse energetiche che ci avrebbe privati di Heidi e Mazinga Zeta. Un continuo <em>memento mori<\/em> che ci aveva ridotti col cervello in poltiglia e indotti al fatalismo pi\u00f9 gretto. <br><br>L&#8217;altro grande insegnamento era: &#8220;Libert\u00e0 \u00e8 poter fare tutto ci\u00f2 che non nuoccia agli altri&#8221;. Lo ripeteva ad ogni lezione il prof di qualche materia che non ricordo, mentre sedendo alla cattedra s&#8217;immergeva nella lettura del giornale. Prima per\u00f2 proferiva le ultime poche parole &#8220;fate quel che volete, senza disturbare&#8221;. La cosa piuttosto strana era che ciascuno di noi aveva imparato a gestire quell&#8217;ora nel modo pi\u00f9 produttivo. Quando le battaglie navali ci erano venute a noia, ci si applicava in qualche attivit\u00e0. Un po&#8217; un&#8217;estremizzazione del Montessori potremmo dire. Chi scopriva d&#8217;amare la lettura, chi come me disegnare. Il mio vicino di banco deve la sua carriera pianistica a quell&#8217;ora di autogestione. Alla campanella il prof riponeva il giornale nella cartella e soffermandosi sulla porta dell&#8217;aula ci ripeteva il motto con sorriso di compiacimento. Era riuscito nel suo intento. Ci aveva trasformati in persone coscienziose. Quell&#8217;uomo s&#8217;era guadagnato il nostro rispetto sin da subito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paradosso \u00e8 che, nonostante io continui a ritenerli insegnamenti preziosissimi, oggigiorno non calzano pi\u00f9. Ormai non basta pi\u00f9 dire libert\u00e0 per intendersi su un concetto una volta tanto chiaro quanto semplice. Negli anni sono stati aggiunti un gran numero di paletti e nuove accezioni al termine tanto da renderne il concetto labirintico. Un ginepraio in cui \u00e8 ormai sempre pi\u00f9 difficile districarsi al punto che l&#8217;unico modo per sentirsi liberi veramente \u00e8 starsene chiusi in casa. Paradossalmente. E talvolta neanche quello pu\u00f2 bastare. E si perch\u00e9 nel frattempo anche il concetto di casa \u00e8 cambiato. La casa \u00e8 tua finch\u00e9 una banca o lo stato non ti mettono alla porta. Dire &#8220;casa&#8221; ormai equivale a dire &#8220;immobile&#8221; e basta. Tornare a casa vuol dire tornare dai tuoi abiti, i tuoi libri, le tue stoviglie, il tuo spazzolino, il letto su cui dormi e non pi\u00f9 il luogo a cui appartieni, quello degli affetti, del conforto, dei sentimenti migliori di un uomo. Il motto di oggi \u00e8 &#8220;Non possiederai pi\u00f9 nulla e sarai felice&#8221;. Chiaramente non riguarda tutti ma i pi\u00f9, la massa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La libert\u00e0 di oggi esprime un concetto cos\u00ec tanto differente rispetto a quello inteso dal prof delle medie che oggi dovrebbe riformularlo in &#8220;Libert\u00e0 \u00e8 poter fare tutto ci\u00f2 che non nuoccia ad alcuni.&#8221; Concetto per nulla facile da destrutturare. Chi sono questi &#8220;alcuni&#8221; a cui non nuocere? Non fosse una tragedia sarebbe da sbellicarsi. Ma la parte divertente, comunque, c&#8217;\u00e8 anche qui. Individuare la categoria a cui non nuocere \u00e8 spesso un rompicapo mica da niente. In certi casi \u00e8 roba da abili enigmisti. Per non rischiare di nuocere a qualcuno malgrado la buona volont\u00e0, allora, \u00e8 bene partecipare il meno possibile e soltanto nei casi strettamente necessari. Per il resto del tempo starsene per conto proprio o comunque mantenere rapporti di distaccata cordialit\u00e0 con chiunque, pure con chi si avrebbe tutto il diritto di disprezzare pubblicamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mettersi in discussioni che riguardino argomenti diversi da calcio e formula 1, cinema e programmi Netflix \u00e8 un rischio che non vale la candela. Qualsiasi altro argomento oggi \u00e8 da affrontare con le pinze a meno che non la si pensi come tutti, che non \u00e8 per niente il mio caso. La gente ormai \u00e8 troppo suscettibile, va in tilt per inezie. La gente d&#8217;oggi \u00e8 un esercito di perbenisti col palo in culo, che non vede oltre i dogmi a cui lo smartphone ha &#8220;educato&#8221; le generazioni dei pi\u00f9 giovani che pur non avendo alcuna esperienza di vita reale li impone ai padri e ai nonni che si non si sono dimostrati all&#8217;altezza di chi li ha preceduti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo punto sarei tentato di citare il discorso del cuc\u00f9 di O. Welles se non sbaglio ne &#8220;Il terzo uomo&#8221; -altro retaggio della mia magnifica avventurosa adolescenza- dove dice in grandi linee: l&#8217;Italia \u00e8 sempre stato un paese di intrighi, guerre e tumulti ma ha dato al mondo il rinascimento, Leonardo e Michelangelo negli stessi secoli in cui l&#8217;irreggimentata Svizzera esempio di ordine e neutralit\u00e0, sapeva produrre nient&#8217;altro che l&#8217;orologio a cuc\u00f9. Le cose migliori nascono dal tumulto e l&#8217;ingegno s&#8217;affina nelle difficolt\u00e0. Dall&#8217;ordine, per di pi\u00f9 non organico come quello elvetico, non pu\u00f2 che nascere noia e omologazione al pensiero unico di cui sono figli le perversioni. O, al massimo l&#8217;orologio a cuc\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa possono capire questi dell&#8217;arte, che \u00e8 -mi piace ricordarlo- una zona franca nell&#8217;oceano della belligeranza umana? Perch\u00e9 l&#8217;arte dovrebbe continuare ad avere un ruolo, quello che dall&#8217;inizio \u00e8 stata chiamata a svolgere, finch\u00e9 la nostra societ\u00e0 si reggeva su principi di umana imperfezione, oggi che siamo ridotti a sudditi d&#8217;un &#8220;progresso&#8221; di cui non abbiamo pi\u00f9 il controllo da tempo? E infatti i risultati si vedono gi\u00e0 da diversi anni. L&#8217;appiattimento pi\u00f9 sconfortante che il peggior nemico dell&#8217;uomo potesse sognare. E ancor di pi\u00f9 nel domani che pi\u00f9 che prospettarsi distopico \u00e8 ormai chiaramente apparecchiato davanti ai nostri occhi. Perch\u00e9, come dovrebbe l&#8217;Uomo continuare ad esprimere idee che non ha pi\u00f9?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;arte \u00e8 finita, signore e signori. Lo sappiamo bene tutti perch\u00e9 lo vediamo tutti cos&#8217;\u00e8 oggi la nostra societ\u00e0, anche quelli che non vogliono ammetterlo. Non basta rendere una &#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino a dove pu\u00f2 spingersi il potere quand&#8217;\u00e8 completamente scollegato dalla realt\u00e0 dall&#8217;umanit\u00e0 e dalla compassione? Com&#8217;\u00e8 accaduto che il gas della vita, quello che ci insegnavano elemento essenziale per la fotosintesi clorofilliana delle piante che oltre ad essere alla base della catena alimentare, lo trasformano per noi in ossigeno, sia diventato un problema? Un problema mica da poco, anzi grande al punto da essere ormai centrale nelle politiche economiche, nella coscienza dei giovani che riversano l&#8217;isteria sui loro padri per cui non soltanto non nutrono alcun sentimento di stima ma neppure la gratitudine che sarebbe dovuto a chi t&#8217;ha messo al mondo e t&#8217;ha cresciuto al meglio delle sue possibilit\u00e0, privandosi di tutto pur di darti le opportunit\u00e0 che lui non ha avuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9, mi chiedo, nessuno pi\u00f9 fa caso a questi dettagli che farebbero tutta la differenza del mondo? Come pu\u00f2 esser successo che la gente diventasse cos\u00ec tanto scollegata del vero? Nessuno pi\u00f9 tra i padri di oggi ricorda cosa gli veniva insegnato dai testi scolastici, forse? Mi pare piuttosto inverosimile. Che sia paura, allora? Direte &#8220;paura di cosa?&#8221;. Probabilmente di non esser pi\u00f9 adatti a questo mondo cos\u00ec indecifrabile. Di non regger il confronto con i figli. Con la loro aggressivit\u00e0 e l&#8217;illogicit\u00e0 dei loro dogmi. Questi d&#8217;oggi sono ragazzi che non sanno nulla ma credono di saper tutto. Sono stati addestrati alla violenza non solo verbale se necessario. Alla condotta sprezzante all&#8217;adulazione della macchina indottrinante. A non tendere un muscolo se non strettamente necessario. A non avventurarsi per sentieri inesplorati ma lasciarsi guidare. Non v&#8217;\u00e8 nel loro mondo alcuna necessit\u00e0 di sprecare energie se non che per pigiare un tasto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi pu\u00f2 aver tramutato il gas della vita in causa d&#8217;ogni male? Chi tra gli esseri umani pu\u00f2 fare a meno del sistema perfetto che \u00e8 la natura? Direi proprio nessuno. E allora?  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">. . .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho conosciuto una giovane donna qualche sera fa. L&#8217;approccio \u00e8 andato per le lunghe dato che nessuno dei due si decideva a fare la prima mossa. E d&#8217;altronde da parte mia la ruggine ormai \u00e8 tale che \u00e8 un miracolo che alla fine sia successo. Non pensate male, abbiamo soltanto scambiato quattro chiacchiere e nell&#8217;insieme \u00e8 stata una bella serata che ha risvegliato in me emozioni antiche con cui non ho pi\u00f9 alcuna dimestichezza. L&#8217;ammiccamento \u00e8 durato una buona ora prima che lei si decidesse a lasciare la compagnia del suo tavolo, trascinarsi al mio e sfrontatamente piombare sulla sedia difronte alla mia. Forse un po&#8217; di ruggine ce l&#8217;aveva addosso pure lei o non saprei come altro giustificare la sua goffaggine. Maneggiava nervosamente il bicchiere con nient&#8217;altro che qualche sudicio residuo di ghiaccio ormai sul punto di scomparire. Poi ha attaccato bottone &#8220;Ciao. Ti spiace se mi siedo qui? I miei amici sono una barba stasera&#8230;&#8221; ha detto con un&#8217;ombra di timidezza. &#8220;Vuole qualcosa da bere?&#8221; le ho risposto ruvidamente innervosendola ancora di pi\u00f9 e la cosa mi ha regalato un certo piacere. Quindi ho continuato ancora pi\u00f9 ruvido &#8220;Cosa c&#8217;era in quel bicchiere?&#8221; e a questo punto la povera malcapitata ha sentito la brace arderle sotto il culo. Voleva sprofondare allo stesso modo avrebbe desiderato poter tornare sui suoi passi. Era evidente che non sapesse pi\u00f9 come continuare. Era tra l&#8217;incudine e il martello. Davanti a se aveva un orco e alle sue spalle gli amici o quello che fossero che ridacchiavano. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Allora&#8230; cosa le posso offrire?&#8230; si sente bene?&#8221; ho incalzato cedendo alla vena di sadismo che mi aveva preso a pulsare poderosamente mentre la poveretta mi fissava terrorizzata con gli occhi sgranati. Non era minimamente brilla e non sembrava una squilibrata, quindi forse si trattava di una sfida, una scommessa con gli amici i qualcos&#8217;altro del genere. Gliel&#8217;ho chiesto &#8220;State facendo un gioco, lei e i suoi amici?&#8221;. Scena muta. Per il resto di un buon quarto d&#8217;ora mi sono limitato a osservarla mentre con gli occhi si faceva girare i pollici sul grembo. All&#8217;impazzata. Finch\u00e9 il tutto m&#8217;\u00e8 venuto a noia e ho alzato le mani al cielo in segno di resa. Da almeno cinque minuti m&#8217;aveva iniziato a fare tenerezza e poi era proprio un bell&#8217;esemplare di donna con tutte le forme al posto giusto. D&#8217;ora in avanti sarei stato cortese. &#8220;Vuol andare da qualche altra parte?&#8221; le ho chiesto con tono affabile e finalmente lei s&#8217;\u00e8 sciolta. Mi ha sorriso con espressione di sollievo e guardandomi negli occhi ha risposto &#8220;Si&#8221;. Ho pagato e siamo andati via.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Allora? Di che si tratta? Una scommessa coi suoi amici? O forse un esperimento?&#8221; le ho chiesto mentre passeggiavamo lungo la battigia entrambi con le scarpe in spalla. Lei s&#8217;\u00e8 voltata di scatto e m&#8217;ha stampato le labbra sulle mie. Poi ha riso. Pure io ho riso ma lei ha continuato per un po&#8217;. &#8220;Allora? Scommessa o esperimento?&#8221;.<br>&#8211; &#8220;Nessuna delle due. Sono attratta da te, ecco tutto&#8221;<br>&#8211; &#8220;Potrei essere suo padre&#8230;&#8221;<br>&#8211; &#8220;Non direi proprio&#8221;<br>&#8211; &#8220;Beh allora diciamo un fratello maggiore&#8230;&#8221; <br>&#8211; &#8220;Ecco questo gi\u00e0 va bene..&#8221;<br>&#8211; &#8220;Di tanto maggiore, per\u00f2&#8230;&#8221;    <br>&#8211; &#8220;L\u00ec c&#8217;\u00e8 una festa&#8221; ha detto indicando una villetta in fondo alla spiaggia &#8220;Ti va di andarci?&#8221;<br>&#8211; &#8220;Sono almeno quindici anni che non m&#8217;imbuco a una festa&#8221;<br>&#8211; &#8220;Ma io sono invitata&#8230;&#8221;<br>&#8211; &#8220;E allora&#8230; vai&#8221;<br>&#8211; &#8220;Vienici anche tu.&#8221;<br>&#8211; &#8220;Oh no no.. non ci penso proprio.&#8221;<br>&#8211; &#8220;Cos&#8217;\u00e8, soffri di misantropia?&#8221;<br>&#8211; &#8220;E da quando di misantropia si soffre? Non \u00e8 mica una patologia!&#8221;<br>&#8211; &#8220;Lo \u00e8!&#8221;<br>&#8211; &#8220;Ne riparliamo tra quindici anni&#8230;&#8221;<br>L&#8217;ho accompagnata alla villetta e finalmente ci siamo separati. Lei \u00e8 tornata al suo mondo ed io, finalmente al mio. Dall&#8217;altra parte del cancello m&#8217;ha urlato &#8220;La prossima volta spero che mi darai del tu!&#8221;. Non le ho risposto fingendo di non aver sentito per via del &#8220;dum dum&#8221; assordante delle casse acustiche. Ma chiaramente non ci sar\u00e0 una prossima volta. Ho la mia vita di cui occuparmi. E n\u00e9 tu n\u00e9 i tuoi amichetti ne farete mai parte. <\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due sono gli insegnamenti che ancor oggi porto con me dai miei anni di tedio sui banchi scolastici. Entrambi per benevolenza di uomini liberi. Due professorini delle medie che avevano capito qualcosina pi\u00f9 degli altri. Per il resto la scuola m&#8217;\u00e8 servita a niente se non, forse, ad abituarmi alla tirannia del mondo. Il prof [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1647","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/arsexmachina.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1647","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/arsexmachina.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/arsexmachina.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arsexmachina.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arsexmachina.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1647"}],"version-history":[{"count":85,"href":"https:\/\/arsexmachina.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1647\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1806,"href":"https:\/\/arsexmachina.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1647\/revisions\/1806"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/arsexmachina.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1647"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/arsexmachina.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1647"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/arsexmachina.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1647"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}